Fatina Ely's profileAma chi ti ama, non amar...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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December 28 ...E anche quest'anno è andata...
E così cari amici miei...anche quest'anno è andata...un altro anno che se ne va...un nuovo anno che arriva...con le sue speranze...con i suoi sogni...con tutto quello che vorremmo veder realizzato...sicuramente sarà un anno migliore di quello passato...che sicuramente ci avrà dato gioie, dolori, sconfitte, felicità e tristezza...abbiamo conosciuto nuovi amici e forse ne abbiamo persi altri...abbiamo sicuramente incontrato l'amore...e forse l'abbiamo anche lasciato andare...ma questo cari amici miei...fa parte della vita, le esperienze, positive o negative che siano insegnano sempre...
Io voglio lasciar andare questo anno della mia vita senza rancore, senza tristezza...perchè è stato sicuramente uno degli anni che ricorderò sempre...con i suoi dolori ma anche con le sue gioie...è stato un anno che mi ha cambiata, dentro e fuori, e che sicuramente porterò dentro di me...io vorrei che molte cose che appartengono a quest'anno mi seguissero anche nell'anno prossimo e magari per tutta la vita...
Vorrei che i nuovi amici che ho incontrato sulla mia strada rimangano sempre parte di me e che continuino a camminarmi a fianco...
Vorrei che chi ho fatto arrabbiare mi perdoni e magari accetti di nuovo la mia amicizia...tutti possiamo sbagliare...
Infine vorrei che il nuovo anno sia ricco di promesse per tutti...e ancora gioie e belle esperienze..e poi...per chi ancora lo aspetta...l'amore...
Un grandissimo abbraccio a tutti voi...
...e che un Buon Anno stupendo vi attenda...
Fatina Ely...
December 21 Buon Natale e Felice Anno Nuovo...
Albero di Natale
Tu che ne dici o Signore, se in questo Natale
Anonimo
E finalmente è Natale... ...e con questa meravigliosa poesia... ...voglio augurare a tutti voi, miei carissimi amici, lontani e vicini, un Natale splendido, pieno di amore e felicità, ma soprattutto pieno di generosità e bontà. Vi auguro di realizzare tutti i vostri sogni e desideri, e di essere sempre felici... Un carissimo augurio di BUON NATALE e FELICE ANNO NUOVO! Vostra Fatina Ely
"L'invito" 4° Candidato al "Vampire's Tales Contest"... Il mio racconto "L'invito" partecipante al "Vampire's Tales Contest" (http://storiedivampiri.spaces.live.com/)
si è aggiudicato il quarto posto, con mia grande felicità e soddisfazione!
Per essere il mio primo racconto posso dire che il risultato non può che dirmi una sola cosa: di continuare su questa strada.
Un abbraccio, Elisa
December 16 Racconto partecipante al "Vampire's Tales Contest"
Racconto partecipante al "Vampire's Tales Contest" (http://storiedivampiri.spaces.live.com/)
L’invito
Sarah si svegliò di soprassalto, la vista annebbiata, i sensi intorpiditi, sudata e in preda a una confusione che la lasciava atterrita e senza parole. “Era solo un sogno” si disse tra se e se, eppure le era sembrato così reale, così vero: il buio, gli alberi che sembravano avvolgerla e soffocarla, il debole bagliore della luna come unico punto di riferimento…lei che correva senza vedere altro che l’oscurità davanti a sé…e dietro di lei…”lui” che la inseguiva, assetato e in preda a una furia inaudita e a una fame implacabile. Ricordava con chiarezza i suoi occhi: nell’oscurità brillavano di un bluastro così acceso che rimase elettrizzata e pietrificata nello stesso tempo. Non aveva mai visto degli occhi così belli da togliere il fiato: rimase colpita dalla brillantezza che emanavano ma anche dalla durezza dello sguardo che la spaventò e la fecero rimanere come paralizzata… Non poteva negarlo: era uno sguardo unico nel suo genere ma anche capace di incutere timore e questo non le piacque affatto. Nonostante lei corresse a perdifiato non riusciva ad allontanarlo…sembrava farsi sempre più vicino…sentiva la sua presenza come le fosse davanti agli occhi. Sentiva anche la sua fame…o la sua sete, non ne era sicura: sapeva solo che doveva scappare, allontanarsi il più possibile…vedeva gli alberi che sembravano moltiplicarsi e il buio farsi sempre più intenso, non riusciva proprio a uscirne…eppure sentiva di esserci quasi, sentiva che stava quasi per seminarlo. Stava pensando che doveva correre più veloce quando all’improvviso si senti prendere per un braccio: si voltò e lui era lì, davanti a lei, gli occhi sbarrati e un sorriso di soddisfazione che la lasciarono stupita, incredula. E’ finita si disse…non ho più nessuna via di uscita…iniziò ad urlare, ad urlare sempre più forte... Sarah aprì gli occhi e riconobbe i contorni della sua stanza, il letto a baldacchino, la flebile luce dell’alba che filtrava dalle pesanti tende alle finestre, che occupavano un’intera parete di fronte all’enorme letto…era solo un sogno…si ripetè…ma mentre pensava questo si senti a disagio, nervosa. Si tirò su a sedere, e si guardò intorno, lieta di sentirsi rassicurata dall’ambiente familiare della sua stanza, della sua casa. Eppure aveva la sensazione di sentirsi osservata, le sembrava che non fosse sola. Lasciò perdere questi pensieri assurdi e si concentrò sulla serata che la aspettava: il ballo per festeggiare il ritorno di Victor, l’unico figlio di Sir George il Barone di Newtown. Victor aveva vissuto da sempre in Francia, e ora aveva deciso, su insistenza del padre, malato e ansioso di trovare una sposa per suo figlio, di ritornare al Castello, nella distesa di terreno che apparteneva da sempre alla loro famiglia. L’invito per il ballo le era arrivato due giorni prima, e Sarah si chiese come mai proprio lei…si chiese se ci fossero altre pretendenti come lei. All’inizio non voleva saperne di andarci, ma la madre si perse così tanto in lodi su Victor che alla fine Sarah si fece prendere dalla curiosità e con grande felicità della madre decise che si sarebbe presentata anche lei al ballo, sperando di non sentirsi a disagio… Quella mattina sarebbe andata a fare un giro per Londra, sperando di trovare un vestito adatto al ballo ma non troppo appariscente: non voleva assolutamente dare nell’occhio anzi sperava che Victor non si accorgesse proprio di lei… Si vestì e scese la grande scalinata che dal primo piano, dove erano situate le camere da letto, portava al pian terreno: la grande sala da pranzo era apparecchiata per la colazione ma Sarah, ancora agitata per il sogno e con una strana sensazione di nausea addosso, non rivolse neppure un’occhiata alle portate, che ormai conosceva a memoria: uova strapazzate e pancetta; Pane imburrato e marmellata; dolci di ogni sorta e tè. Si chiedeva ogni mattina come poteva la madre pretendere che lei mangiasse tutta quella roba e nello stesso tempo avere una vita sottile…e lei naturalmente non mangiava quasi mai tutto, ma preferiva bere soltanto del tè e assaggiare qualche dolce. Si diresse nell’ingresso, e preso il soprabito si accinse ad uscire nell’umida aria Invernale: non vedeva l’ora che la giornata finisse , non amava andare in giro per Londra, soprattutto in questo periodo prenatalizio in cui sembrava che tutti uscissero fuori di testa e in cui camminare per le strade era un vero rompicapo. Appena aprì il grande portone una ventata di aria gelida le fece quasi fare dietrofront, ma si disse che in fondo non era poi così male l’idea di andare al ballo: un diversivo alla sua vita monotona… Le strade di Londra erano affollate di gente incappucciata e avvolta nei loro soprabiti, bambini che correvano, mendicanti, carrozze che sfrecciavano incuranti della gente, uomini eleganti che accompagnavano le loro signore… Sarah si diresse a passo svelto verso l’unico negozio dove si riforniva e in cui avrebbe trovato sicuramente l’abito che faceva al caso suo: il suo armadio straripava di vestiti, cappelli, scarpe, guanti…ma il vestito che le serviva per il ballo non era il tipo di vestito che avrebbe indossato un giorno qualunque. Il ballo era un evento importante che si svolgeva solo nelle occasioni mondane ma soprattutto si svolgeva sempre in palazzi o castelli in cui presentarsi vestiti in un certo modo era d’obbligo: anche con l’invito alla mano se si era vestiti fuori luogo si veniva senza possibilità di deroga rispediti a casa, senza contare l’umiliazione e il tempo perso. Mentre camminava stando attenta a non inciampare e a non sbattere contro i bambini che sfrecciavano veloci davanti a lei improvvisamente si fermò: aveva una strana sensazione e capì subito di cosa si trattava. Anche quella mattina provò lo stesso disagio, lo stesso senso di smarrimento…si sentiva osservata. Si guardò intorno, tra la gente, e improvvisamente notò un giovane, di una bellezza straordinaria: era elegantissimo e, notò Sarah, sicuramente di buona classe. Aveva una pelle diafana, i capelli corvini e lucidi ma soprattutto aveva uno sguardo intenso, come non ne aveva mai visti… Lui la guardò e in quell’istante Sarah si sentì mancare: quegli occhi le erano familiari, ma non capì…eppure quel giovane non l’aveva mai visto e non sapeva chi fosse. A disagio distolse lo sguardo e allontanandosi di diresse verso il negozio sperando che lui non la seguisse. Appena arrivò davanti al negozio si voltò, ma lui non c’era più. Si sentiva più tranquilla ma nello stesso tempo continuava ad avere una sensazione addosso che la lasciava a disagio. Non le era mai successo e la cosa iniziò a darle fastidio. Non fu difficile scegliere il vestito adatto all’occasione e felice di non aver almeno perso una mattinata si diresse sulla via del ritorno, sperando di non incontrare di nuovo l’uomo misterioso. Arrivò a casa e varcata la soglia si diresse subito verso la sua camera: non vedeva l’ora di stare da sola e di dedicarsi alla preparazione per il ballo. Doveva scegliere gli accessori e soprattutto doveva scegliere il profumo adatto all’occasione tra i tanti che occupavano il ripiano del suo scrittoio. Non sarebbe stato facile e lei lo sapeva. Il pomeriggio passò in fretta e appena si rese conto che aveva solo un ora prima che la carrozza che l’avrebbe prelevata e portata al castello arrivasse, iniziò ad agitarsi e improvvisamente non aveva più voglia di andare al ballo. Ma ormai non poteva più tirarsi indietro, per cui si diede da fare con gli ultimi preparativi e appena fu pronta non fece nemmeno in tempo a varcare la soglia dell’ingresso che il maggiordomo apparve per annunciare l’arrivo della carrozza e ad augurarle buona fortuna. Sarah si infilò il soprabito e i guanti e si diresse alla carrozza, già facendosi mille domande senza aver nemmeno messo piede al castello: era agitata ma anche emozionata, non era mai stata a un ballo e la cosa la metteva in ansia… La carrozza si avviò e Sarah si mise comoda annusando il profumo dei sedili in pelle e ammirando il panorama. Si stavano allontanando da Londra attraverso la campagna, e Sarah notò che non c’erano case ma solo un’enorme distesa di alberi e sempreverdi. La luna splendeva alta in cielo e gettava una luce che rischiarava la strada e la carrozza. All’improvviso, sporgendosi dal finestrino vide in lontananza i profili del castello: era enorme e incuteva veramente timore. Intorno non c’era nient’altro che la foresta. Sarah si chiese come potessero vivere lì, lontano da tutto e da tutti, ma poi comprese: si respirava un aria pulita e c’era una pace: si sentiva solo un fiume in lontananza e i rami che si muovevano al vento… Improvvisamente senti una folata d’aria e un fischio inquietante, alzò gli occhi e rimase immobile, a bocca aperta: alcuni pipistrelli volavano sopra la carrozza, velocissimi, con le ali spiegate. Ne aveva sentito parlare ma non ne aveva mai visti. Non le piacquero e si ritirò subito all’interno della carrozza rannicchiandosi sul sedile e portandosi le mani sul viso come a voler coprire gli occhi alla vista di quelle creature mostruose.
Intanto erano arrivati al castello e Sarah si rese subito conto dell’enormità del posto: il castello svettava alto, le finestre erano altissime, vetrate da cui non usciva un solo filo di luce.
Era interamente costruito in pietra e l’ingresso era costituito da una grande porta da cui si accedeva dopo aver salito delle scale di marmo.
La carrozza si fermò e appena Sarah scese, la porta si aprì e apparve un Signore alto, impeccabile, vestito con un abito scuro che la condusse all’interno del castello.
La prima cosa che Sarah notò era la flebile luce che saliva dalle candele appese ai lucernari, emanavano un bagliore appena accentuato e la cosa la fece sentire un po’ a disagio: si era aspettata una grande sala illuminata a festa e piena di gente.
Invece a quanto pare, lei era l’unica ospite. Strano.
Inizio a farsi mille domande, e si chiese se la carrozza non avesse confuso il suo indirizzo con quello di qualcun altro.
Ma appena sentì il maggiordomo che la invitava ad accomodarsi, capì che non c’era stato nessuno sbaglio e che lei era nel posto giusto:
“Signorina Sarah, Victor l’attende in sala, se vuole seguirmi” disse il maggiordomo facendole segno di seguirlo.
Sarah si sentì improvvisamente lo stomaco sottosopra, sperava veramente che non si sbagliasse, che quello che credeva non fosse un equivoco.
Appena entrò nella grande sala, rimase a bocca aperta: era ricoperta interamente di quadri, e al centro della stanza c’era un camino in cui scoppiettava della legna che spargeva intorno bagliori arancioni che illuminavano il grande tavolo al centro dell’enorme sala.
Il tavolo era lungo circa tre metri e c’erano solo due sedie ad entrambe le estremità.
Sarah notò che una sedia era occupata: non riusciva a vedere bene in faccia l’uomo ma senti la sua voce, era melodiosa e intensa e la lasciò un attimo come in trance.
“Sarah, accomodati, ti aspettavo. Immagino tu sappia già chi sono io”
Sarah rimase un attimo perplessa dalla domanda che le rivolse Victor: come faceva a sapere il suo nome? Ma la cosa che la fece rimanere in piedi, immobile, rischiando di apparire maleducata, era la sensazione di cui si rese subito conto…la stessa sensazione di disagio che aveva provato la mattina appena si era risvegliata dal suo incubo e in seguito, quando mentre per le strade di Londra aveva visto il giovane che la osservava.
Si disse che forse era solo il caldo, o l’emozione e si costrinse ad apparire calma e razionale mentre si metteva seduta sulla sedia lasciata libera per lei.
Sarah non riusciva a vedere Victor, era in penombra e di spalle al camino, per cui riusciva a vedere solo il profilo ma sentiva chiaramente la sua voce e il suo profumo.
“Mi fa molto piacere averti qui con me Sarah, sono sicuro che gradirai la cena” disse Victor senza preamboli e Sarah si chiese come mai lei era l’unica invitata.
Il ballo era solo una copertura o cosa? Stava per togliersi la curiosità ma Victor parve leggerla nel pensiero e disse: “Lo so, ti stai chiedendo come mai non c’è nessun altro” disse con un sorriso “e la risposta è semplice: tu eri l’unica che volevo qui con me stasera”.
Sarah non capì, ma iniziò a sentirsi strana, come se fosse attratta da qualcosa che non riusciva a decifrare bene: solo una cosa capiva e cioè che Victor non era una persona come tutte le altre…
Si senti in dovere di dare una risposta a Victor e lo fece con una tranquillità di cui si meravigliò persino lei stessa: “Anch’io sono molto felice di essere qui, anche se non me l’aspettavo” disse Sarah “ero convinta di essere stata invitata ad un ballo in tuo onore”.
Victor scoppiò in una risata, e Sarah si rese conto di sentirsi nonostante tutto a suo agio : Victor era gentile e Sarah si scoprì affascinata da quel giovane che non conosceva ma la cui voce la affascinava e la faceva sentire importante…
“Sarah, vedrai non te ne pentirai” disse prendendo la caraffa e versandosi del vino “e comunque io mi auguro che un ballo me lo concederai, anche se sei risentita con me per questo invito insolito”
No non era risentita con Victor, anzi iniziavano a piacerle i suoi modi e la sua gentilezza, e avrebbe voluto dirglielo ma si trattenne, per paura di apparire troppo sdolcinata.
La cena era squisita e Sarah mangio con appetito. Si accorse invece che Victor non aveva toccato cibo ma solo bevuto del vino rosso.
Si chiese come mai visto che la cena era ottima, e Victor la precedette perché disse “Io la sera preferisco rimanere leggero, invece i miei ospiti non devono mai rimanere a bocca asciutta”.
Sarah si meravigliò di come Victor avesse intuito o letto il suo pensiero, e la cosa la lasciò perplessa ma decise di chiudere un occhio, visto che anche lei aveva trovato piacevole il vino rosso oltre che le varie portate che le furono servite. Non aveva mai bevuto così tanto in vita sua, anzi in realtà non aveva mai bevuto, e si meravigliò di come in quella stanza iniziava a sentirsi un'altra. E se ne spaventò.
Victor parve accorgersene, ma non disse nulla, anzi…e Sarah inizio a pensare che si, quel giovane era veramente strano…
Aveva notato, appena entrata nella sala e aveva intravisto Victor, che c’era qualcosa…ma non riusciva a capire cosa…eppure…non era la prima volta quel giorno che provava queste strane sensazioni che la lasciavano sempre con una certa ansia addosso.
Era così immersa nei propri pensieri che non si accorse della musica…non capiva da dove veniva, ma era una musica piacevole, un sottofondo…
Improvvisamente Victor si alzò, e disse: “Che ne dici Sarah di unirti a me per un ballo?”.
Sarah si riscosse dai propri pensieri, e alzandosi si avvicinò a Victor, che rimaneva sempre nella penombra. Non riusciva a capire come mai in quella sala le fosse così facile vedere tutto con facilità, tranne Victor, che continuava a vedere quasi come un’apparizione, come una sagoma di cui non riusciva a vedere i tratti, anche se doveva ammettere che provava una certa attrazione...
Voleva vederlo, oltre che sentirlo ma al momento sembrava una cosa lontana dalle sue possibilità.
Appena lui la prese tra le braccia e prese a guidarla in un ballo molto lento e dolce, lei iniziò a sentire che poteva fidarsi di lui, anche se non capiva ancora perché sentiva attrazione e nello stesso tempo fastidio. Forse per il semplice fatto che lei si sentiva osservata appieno: il suo viso, i suoi capelli, il suo corpo erano davanti a Victor come se fossero in pieno sole…mentre lui continuava a essere un mistero per lei, una sagoma circondata dal bagliore del fuoco.
Sarah decise che non era giusto, anche lei voleva vederlo, voleva toccare il suo viso, leggergli negli occhi quello che pensava di lei…
Continuarono a ballare per un tempo interminabile, l’uno nelle braccia dell’altro, assaporando il profumo dei propri corpi senza parlare, muovendosi nella penombra della sala, al ritmo della musica che diventava sempre più forte e più chiara.
A un certo punto Victor si staccò da Sarah e la condusse vicino al camino, dove la luce era più intensa e dove il calore divenne quasi insopportabile.
Sarah si rese conto che pian piano iniziava a distinguere i vari tratti del viso: la bocca era perfetta, ben delineata, la pelle era bianca, pallida e i capelli erano di un corvino così brillante che rimase senza parole…era splendido…
Solo gli occhi non riusciva ancora a vedere anche se ne distingueva la forma, e ne percepiva la profondità dello sguardo.
Allora spingendo Victor più vicino alla luce del camino, senza nessuna resistenza da parte sua, si rese conto di provare un certo disagio, come una sensazione di paura.
Appena si trovarono alla luce del camino, che improvvisamente si fece più forte, quasi accecante, si rese conto di quello che vedeva: Victor le apparse nella sua bellezza folgorante, in modo chiaro, e mentre provò piacere nel constatare che non era delusa da lui, nello stesso tempo si rese improvvisamente conto che quel viso non le era nuovo.
Sarah si senti mancare, e Victor parve accorgersene perché la sostenne, e si rese improvvisamente conto che era il giovane che aveva intravisto quella mattina e che la fissava…
Sarah si chiese come fosse possibile, e nello stesso tempo provò piacere nel constatare che non era delusa e si strinse ancor di più a lui.
Victor la cinse con le braccia e inizio a baciarle il collo e poi le sfiorò la bocca: Sarah lo trovò piacevole e non si oppose anzi contraccambiò il bacio, che trovo freddo ma delizioso.
A un certo punto alzò il viso e Victor sorrideva. Anche Sarah sorrise e in quel momento si senti gelare: riconobbe gli occhi, di un bluastro e di una durezza che lasciavano senza fiato.
Non poteva credere ai suoi occhi, non poteva credere che fosse tutto così reale. No sicuramente si sbagliava, un sogno è solo un sogno.
In quel momento Victor disse: “Io non voglio farti del male Sarah, io ti amo, non volevo spaventarti l’altra notte nella foresta” e Sarah capì subito che no, non era stato solo un sogno, che lui era reale.
Sarah era frastornata: “Chi sei tu?” chiese e Victor sorridendo rispose “E’ difficile rispondere alla tua domanda, posso solo dirti che ti ho aspettata a lungo, e ora che ti ho trovata non ti lascerò più andare via…” …detto questo strinse Sarah ancora più forte e scoprendo i suoi denti affondò il viso sul suo collo, e senza dare il tempo a Sarah di reagire la morse fino ad affondare i denti, fino a sentire il sangue scorrere nella sua bocca e fino a che non si senti finalmente assetato.
Allora Sarah lo guardò e lo vide come non l’aveva mai visto finora, come se lo vedesse per la prima volta e capì di essere un vampiro anche lei…capì anche che Victor la amava come non aveva mai amato nessuna…
Elisa
Questo racconto l'ho scritto in quanto partecipante al "Vampire's Tales Contest" (http://storiedivampiri.spaces.live.com/).
Ho voluto inserirlo quì nel mio Spaces, per condividerlo con tutti voi, e poi perchè è il mio primo racconto breve, spero di una lunga serie. Come sapete io scrivo poesie, e il mio Spaces lo testimonia, e questo racconto è la mia prima esperienza come "scrittrice" diciamo và...quindi ne sono orgogliosa...non mi aspetto lodi, perchè sicuramente non sarà il massimo ma posso dire che scriverlo mi ha divertito...
Un abbraccio a tutti voi, Fatina Ely
December 14 Un pensiero per tutti voi...
Ciao a tutti voi, miei amici di Blog...
...oggi ho voluto fare questo Post simpatico,
...per dire grazie ...
a tutti quelli che hanno accettato la mia amicizia
e a tutti quelli che mi hanno lasciato pensieri
o semplicemente una traccia de loro passaggio...
Io mi sono abituata al "nuovo" Spaces...
...e spero anche voi...
Vi lascio un abbraccio enorme
e un calorosissimo bacio...
Fatina Ely
December 13 Roma...e la piena del tevere...Ciao a tutti...mentre posto quì...sembra che il pericolo di piena sia rientrato...ebbene...abbiamo passato dei momenti terribili...Roma...noi abitanti di Roma e tutta l'Italia...il maltempo non ha risparmiato nessuno...
Ma noi Romani abbiamo passato veramente dei momenti di paura...io me la sono vista proprio brutta...l'altro ieri...mentre andavo a lavorare in macchina....mi rendevo conto che era proprio come dicevano...vedevo la strada davanti a me come non l'avevo mai vista...guardavo e mi chiedevo...dove sto andando...ce la farò...e più avanzavo più mi rendevo conto che la mia macchina non ce l'avrebbe fatta...e mi sono ritrovata in un fiume...non me l'aspettavo...mi sono messa paura...e allora ho deciso di tornare indietro e lasciare la macchina per prendere l'autobus...ma una volta a bordo...mi sono resa che la mia paura...era la paura di tutti...
La giornata è andata avanti senza sapere cosa mi aspettava al mio ritorno in macchina e se sarei riuscita a guidare...invece per fortuna è andato tutto bene...ma credetemi...sono stata fino a ieri sera con la paura...spero veramente che non accada più...
Un abbraccio Ely
Voglio ringraziare Paolo (http://aquila987.spaces.live.com/) per aver voluto condividere questo momento attraverso le sue foto e per avermi permesso di inserirle nella mia raccolta Foto.
December 10 E di nuovo è Natale...
E di nuovo è Natale...
E di nuovo è Natale...
...e l'aria si riempie di gioia...
...di canti e di attese...
La neve che scende...
...sui tetti e sugli alberi...
...sulle strade e sulle case...
E di nuovo è Natale...
...il tempo dell'amore...
...delle preghiere
...e dei desideri...
...dei regali ...
...degli abbracci...
...e dell'allegria...
E di nuovo è Natale...
...e la speranza si accende...
...per chi amiamo...
...per chi soffre...
...e per chi è solo...
E di nuovo è Natale...
...e il mondo attende...
...la venuta del bambinello...
...i bimbi con ansia...
...davanti al camino...
...un omino di rosso e bianco vestito...
E di nuovo è Natale...
...e le luci invadon le strade
...le case e le chiese...
...anno vecchio che va via...
...anno nuovo che arriva...
...con la befana che tutto porta via...
E di nuovo è Natale...
Elisa
December 07 Invece no...
Invece no
Forse bastava respirare
solo respirare un po’ Fino a riprendersi ogni battito e non cercare l’attimo per andar via Non andare via Perché non può essere abitudine Dicembre senza te Chi resta qui spera l’impossibile Invece no non c’è più tempo per spiegare Per chiedere se ti avevo dato amore Io sono qui… E avrei da dire ancora, ancora... Perché si spezzano tra i denti le cose più importanti Quelle parole Che non osiamo mai E faccio un tuffo nel dolore per farle risalire Riportarle qui… Una per una qui Le senti tu…pesano e si posano per sempre su di noi E se manchi tu Io non so ripeterle Io non riesco a dirle più! Invece no qui piovono i ricordi Ed io farei di più di ammettere che è tardi Come vorrei… Potere parlare ancora, ancora E invece no! Non ho! Più tempo per spiegare Che avevo anch’io, io! Qualcosa da sperare davanti a me Qualcosa da finire insieme a te Forse mi basta respirare solo respirare un po’ Forse è tardi, forse invece no Laura Pausini
December 04 Non è mai un errore...
Non è mai un errore
Ti guardo per l’ ultima volta mentre vado via
Ti ascolto respirare non scatto la fotografia Non porterò nessuna traccia dentro me niente che dovrò rimuovere. Se hai giocato è uguale anche se adesso fa male Se hai amato era amore, non è mai un errore Era bello sentirti e tenerti vicino Anche solo per lo spazio di un mattino. Ti guardo per l’ ultima volta mentre vai via Ti vedo camminare, è come per magia non sarai pensieri, non sarai realtà Sai che bello, sai che felicità.. Se hai sbagliato è uguale anche se adesso fa male Se hai amato era amore e non è mai un errore Era bello guardarti e tenerti per mano O anche solo immaginarti da lontano E se hai mentito è uguale ora lasciami andare Ma se hai amato era amore e non è mai un errore Era bello sentirti, rimanerti vicino Anche solo per lo spazio di un mattino Entrerò nei tuoi pensieri di una notte che non dormi e sentirai freddo dentro Entrerò dentro ad un sogno, quando è già mattino e per quel giorno tu mi porterai con te Se hai giocato è uguale anche se ancora fa male Ma se hai amato era amore e non è mai un errore Era bello sentirti e tenerti vicino Anche solo nella luce del mattino E se hai mentito è uguale ma ora lasciami andare Se hai amato l’ amore non sarà mai l’ errore E’ stato bello seguirti, rimanerti vicino anche solo per lo spazio di un mattino. Raf
December 03 AIUTATEMI.....ma che hanno combinato?????Amici miei....mi sono accorta oggi che Windows Live ha fatto uno dei loro ennesimi aggiornamenti del cavolo....quindi ora visualizziamo le nostre pagine in modo diverso....nuova grafica....ecc....però MI DOVETE SPIEGARE perchè sono spariti TUTTI i miei amici di Blog...non so voi ma io non vedo più i miei 150 amici circa che avevo...ma vedo solo quelli che ho come contatto Messenger....per favore aiutatemi perchè non riesco a modificare questo stato delle cose....se io vado nei Blog di alcuni di voi IO vedo tutti i loro amici (e spero li vediate almeno voi i miei amici...) ma nel mio Blog siete tutti spariti....vi prego non ditemi che Windows ha annullato tutto e devo reinvitarvi.....se mi aiuterete ve ne sarò grata....baci Ely
December 02 Che emozione...
....Si lo so...molti di voi non ne sono molto entusiasti...e magari penseranno che sono una matta ma...anch'io all'inizio ero scettica...mi dicevo che era una "americanata"...una moda inutile...ma poi...convinta da alcune amiche...colleghe di lavoro...mi sono buttata...più per gioco...un pò per curiosità..e alla fine mi sono iscritta su Facebook...bhè...all'inizio continuavo a essere scettica...dubbiosa...ma ormai...ero lì...e pian piano ho iniziato ad accettare gli inviti che mi avevano inviato e ad invitare altre persone...cugini...familiari...hihihi...e poi...come tutti credo...ho iniziato a cercare nomi di vecchi amici...in particolare compagni di scuola...e all'inizio delusa perchè molti non erano iscritti...non senza difficoltà...perchè non ricordavo molti nomi...bhè...alla fine sono riuscita a trovarne...e li ho invitati...ormai eccitata e presa dalla cosa...e ieri...uno di loro...un mio compagno delle elementari...a cui ero molto legata..eravamo buoni amici...mi ha accettata...con mia grande felicità...come sua amica...anche lui molto felice di risentirmi...abbiamo chattato per due ore....eravamo entambi felicissimi...e abbiamo iniziato a raccontarci un pò della nostra vita...lavoro...ex...e via dicendo...ci siamo ammazzati dalle risate...ora ci siamo scambiati i cellulari...e appena possibile...perchè lui fa dei turni strani...ci vedremo...non vedo l'ora...certo...non
pretenderò che mi racconti 15 anni della sua vita e nemmeno io a lui...ma...sicuramente avremo molte cose da dirci...poi ho scoperto che altri nostri compagni...che sono riuscita a ricontattare tramite FB e di cui sono diventata amica vivono a Londra...ma perchè tutti a Londra vanno mi son chiesta....eheheh....
Amici di Blog...non si tratta di nostalgia...ma di amicizie perdute che magari si riuscirà ad riallacciare....per me è una cosa bellissima...
Ora...attenderò con ansia questo incontro...e poi chissà se non rivedrò anche altri amici che mi son persa...non so voi ma questa cosa mi piace...certo ognuno è libero di fare come vuole ma...perchè lasciarsi sfuggire questa occasione?
Naturalmente se alcuni di voi, amici di Blog, siete su FB mi farebbe piacere il vostro invito di amicizia....vi abbraccio forte....Ely
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